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Cinema ed alta definizione, G. Anastasi

Il cimematografo... C'è qualcosa di affettivo e rituale nell'andare al cinema per godersi un bel film.
La fila per prendere i biglietti, la ricerca dei posti migliori, il bicchierone con le pop corn ed una bella Cola a corredo.
Aspetti che finisce la pubblicità, senza neppure gradirla, e se stai seduto nelle poltrone adiacenti alla sala macchine riesci ancora a sentire il trascinare sordo della pellicola ed a scorgere il magico fascio di luce che arriva inesorabile a dare vita ad un gigantesco schermo, poco prima candido come un lenzuolo.
La magia arriva e una storia prende forma coinvolgendo lo spettattore dentro la pellicola.
Ad un certo  punto mentre stai cercando di capire chi è finalmente l'assassino, un rumore invadente e deciso interrompe l'idillio, si accendono le luci; ahimè la pellicola si è spezzata.  Un po' delusi aspettiamo sperando che il guasto sia riparato al piu' presto.
A questo punto puo' capitare che qualcuno tra gli spettatori si esibisca con epiteti irripetibili.
Il cinematografo, tutto sommato non si è evoluto piu' di tanto, negli ultimi 50 anni abbiamo assistito ad un miglioramento generale degli impianti, della tecnologia, della qualità delle sale e dell'audio, ma non si puo' parlare di una vera e propria rivoluzione.
Il funzionamento si basa da sempre su una pellicola trascinata velocemente per mezzo di una macchina in grado di proiettare le immagini su uno schermo a distanza.
Per utilizzare un termine tecnico è un funzionamento analogico.
Nell'era di internet, dei server super veloci e del digitale su tutto, anche il cinematografo subirà l'evoluzione tecnologica.
Il cinema digitale, che qualcuno auspica attuabile entro il 2015, sarà in effetti una rivoluzione.
La cara pellicola andrà in pensione sostituita da un nuovo supporto digitale in grado di contenere e trasmettere immagini in Ultra High Definition.
Una esibizione del genere in via sperimentale già è stata effettuata in Giappone presso l'Expo 2005 di Aichi.
Stiamo parlando dello standard UHD denominato 8k in grado di gestire immagini da 32megapixel.
Significa che la singola immagine, quindi ogni singolo fotogramma, misura 7680X4320 pixel con aspect ratio 16:9.
Si stima che 18 minuti di video occupino 3.5Terabytes di spazio in formato raw!
Aldilà dei puri dati tecnici possiamo intravedere una rivoluzione degli impianti di proiezione e di ripresa cinematografica che saranno in grado di rendere la visione dei film ancora piu' coinvolgente, anche dal punto di vista dell'audio, diminuendo di parecchio il rischio di guasti che ancora affliggono la vecchia cara pellicola e le sue macchine.
Al momento soltanto le fiction televisive vengono riprese in digitale con telecamere Full HD.
Addio anche al rumore di trascinamento udibile dalle poltrone delle ultime file.

Qualcuno storcerà il naso di fronte alle nuove tecnologie digitali per il cinema, è naturale, ciò rappresenta l'attaccamento affettivo verso il passato ed i ricordi di infanzia.

E' la resilienza al cambiamento condita di un a volte, ma non sempre, sano romanticismo.

Ma il mondo va avanti e progredisce senza possibilità di arresto, meglio l'adattamento al rifiuto, meglio la consapevolezza che la non conoscenza.
Non è detto inoltre che lo standard 8k non compaia nel giro venti anni addirittura nelle nostre case in diretta TV.
Lo standard TV Full HD ha già i suoi successori denominati 4k e 8k in grado di regalare immagini iper realistiche su schermi di grandi dimensioni.
La rivoluzione del cinema farà da traino verso una ulteriore evoluzione della TV.
Il Full HD è solo la prima frontiera dell'era digitale TV.
Per fortuna tutto ciò non credo sia attuabile a breve termine.